• uveiti nel cane e nel gatto

    uveiti nel cane e nel gatto

uveiti nel cane e nel gattoI sintomi legati ad un’uveite anteriore possono colpire uno o entrambi gli occhi. Il quadro clinico è estremamente variabile e indipendente dalle diverse cause che possono avere causato l'uveite. I segni clinici più comuni sono la fotofobia ovvero il disagio determinato dall’esposizione dell’occhio alla luce ed il blefarospasmo che è la contrazione delle palpebre dovuta al dolore. Il dolore si manifesta anche con tendenza allo strofinamento dell’occhio colpito e abbattimento. La cornea può infiammarsi diventando opaca ( edema stromale), invece in caso di uveite posteriore essa può essere in minima parte interessata. La congiuntiva è solitamente colpita e si presenta iperemica ed edematosa. Un aumento eccessivo della lacrimazione può essere assente o moderata nelle forme di uveite posteriore, mentre moderata o marcata nelle forme anteriori.

La camera anteriore dell'occhio può apparire opaca per la presenza di proteine e cellule provenienti dal circolo sanguigno. Anche l’iride può essere infiammata e può apparire alla visita oculistica ispessita e anche velata a causa di membrane fibro-vascolari; talvolta è possibile riscontrare aderenze anteriori dette sinechie, tra iride e cornea, o posteriori, tra iride e capsula anteriore del cristallino; il colore dell’iride può essere diverso da quello solito. La pupilla appare più piccola e poco responsiva alla luce, fino a diventare irregolare nelle uveiti ormai croniche.

Come conseguenza dell’uveite si può avere cataratta, altre volte ne è la causa. La pressione intraoculare solitamente è diminuita. Può però esserci glaucoma (per aumento della pressione oculare) secondario all’uveite stessa.

Le cause di uveite anteriore nel cane e nel gatto sono molte e si possono classificare nell'ambito in infettive, immunomediate, metabolico-tossiche, traumatiche, idiopatiche, neoplastiche e anche paraneoplastiche .

La visita oculistica con un attento e completo esame clinico serve ad osservare le tutte le strutture anatomiche oculari ed a testare la funzione visiva; infatti in corso di uveite la visione può risultare normale o assente, in base alla localizzazione dell’uveite e delle varie lesioni che il fenomeno infiammatorio determina. Generalmente l’uveite anteriore dà luogo meno frequentemente a fenomeni di cecità rispetto alla posteriore, ad eccezione di casi in cui si ha una importante reazione infiammatoria con opacità di cornea e/o umor acqueo e/o corpo vitreo. La localizzazione posteriore dell’uveite, che interessa coroide e retina, due strutture estremamente delicate ed essenziali alla vista, determina più facilmente cecità temporanea o permanente. La misurazione della pressione intraoculare frequentemente risulta diminuita, il test di Schirmer può risultare aumentato in seguito alla aumentata lacrimazione ed il test della fluoresceina può essere positivo se presenti lesioni ulcerative della cornea associate all’uveite. Molto spesso l’uveite è un sintomo di una malattia sistemica, perciò sono necessari esami del sangue completi e delle urine per poter arrivare ad una diagnosi, oltre eventualmente ad ecografia e/o radiografia.

La terapia dell’uveite negli animali da compagnia può essere locale e/o sistemica. La terapia sintomatica topica consiste nell’uso di colliri midriatici e cicloplegici per contrastare sintomi importanti quali lo spasmo dei muscoli ciliari dell’occhio, la miosi e il dolore. In caso di forte dolore si impiegano anche analgesici per via sistemica o antinfiammatori non steroidei oppure corticosteroidi topici eventualmente in associazione o meno ad antibiotici. Nelle forme autoimmuni possono anche essere somministrati principi attivi immunosoppressori. L’antibioticoterapia sistemica può essere utilizzata sia per il trattamento di specifici agenti eziologici.

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